Articioc (RS 6)

Tipica pianta mediterranea, il carciofo, articioc, è coltivato soprattutto in Italia, Egitto, Spagna, anche se non manca in Inghilterra e in California.

Già conosciuto da Greci e Romani, la cynara – così lo chiamarono i Latini – deve essere stata domesticata in Sicilia nel I secolo, a partire da un progenitore selvatico, raggiungendo presto le tavole del mondo allora conosciuto. Fu probabilmente Caterina de’ Medici a far conoscere il carciofo in Francia, e già nel Cinquecento ne gustava Enrico VIII in Inghilterra, dove lo avevano portato i mercanti olandesi.

Tanto segue le rotte commerciali la pianta quanto il nome esotico, che si propaga a partire dall’arabo al-ḵuršūf modificatosi già in alẖaršúf(a) nell’arabo parlato in Andalusia, e arriva in Italia attraverso due vie. La via mercantile di Venezia, da cui genera le forme variamente derivate da carciofo nei dialetti italiani – scarcioful viene chiamato in Marche e Abruzzo, carcioffola in Campania, caccioffulu in Calabria. La via mercantile che attraversa la Spagna, da dove, mantenendo l’articolo, la forma del nome ha dato origine allo spagnolo alcachofa, al portoghese alcachofra, al francese artichaut da cui deriverebbero infine anche l’inglese artichoke, il tedesco Artischocke e il piemontese articioc. Benché conosciuto anche all’italiano antico, in nomi obsoleti come artichiocco, archicchiocco, articioc, divide l’Italia in due lungo una linea immaginaria al di là della quale è prevalente la forma carciofo e al di qua la forma a noi consueta, peraltro molto produttiva se si pensa che non solo è la forma di parola più utilizzata in Europa, ma arriva fino all’hindi āṭicok, al coreano atichokeu, all’indonesiano articok, tanto per citare qualche lingua parecchio distante dal Mediterraneo.

Anche se dieci sono i tipi di cynara coltivati, una sola è però la testa d’articioc: quella dura di comprendonio, un po’ sciocca, che ne combina sempre una.

Massimo Bonato

Laureato in linguistica generale, collabora come redattore editoriale con diverse case editrici torinesi e nazionali. Si interessa di sintassi, germanistica e linguistica piemontese. Lettore bulimico e grafomane, spende restante tempo… leggi tutto
  

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