Esempio di immagine tratta dal questionario usato per le inchieste dell’Atlante Linguistico Italiano.

Il progetto ALI: un Atlante per viaggiare tra le Lingue Italiane

Storia e presente dell’Atlante Linguistico Italiano

Torinese di nascita e di adozione ma valsusina nell’identità e nel cuore, è dottore di ricerca in Filologia romanza. Nella prossima vita vorrebbe fare il liutaio e parlare correntemente otto lingue, di cui almeno tre scomparse; nel tempo libero però si accontenta di essere appassionata di musica, di strumenti musicali e di trascrivere manoscritti.

La sigla “ALI” identifica l’Atlante Linguistico Italiano, un progetto scientifico di ormai storiche origini tutt’ora in corso, il cui Istituto ha oggi sede a Torino presso l’Università degli Studi.

Il logo attuale dell’Atlante Linguistico Italiano.
Il logo attuale dell’Atlante Linguistico Italiano.

Questo articolo, con ulteriori approfondimenti, è presente anche nel numero 2 cartaceo di Rivista Savej.

 

Che cos’è un atlante linguistico?

Quando si pensa genericamente ad un atlante la mente corre verso l’immagine di una raccolta di carte geografiche; l’atlante linguistico presuppone che su queste carte non siano marcati solo i riferimenti geografici, ma anzi che essi siano ridotti allo stretto necessario in favore dell’inserimento sulle carte di informazioni di tipo linguistico, soprattutto lessicale (quindi inerenti alle parole).

L’ALI — iniziato nel 1924 sotto la direzione di Matteo Giulio Bartoli — rende consultabile un patrimonio di carte rappresentanti l’Italia sulle quali sono marcati dei punti (le località d’inchiesta) a cui corrispondono le traduzioni dialettali di un concetto, di una nozione o di una frase a cui la carta è dedicata (es. la carta n.820 — vedi foto).

Cartina Atlante Linguistico Italiano
Porzione della carta ALI n.820, “fratello-sorella”, volume VIII.

Le traduzioni dialettali sono raccolte dalla viva voce dei parlanti da parte di uno o più raccoglitori.

Il patrimonio linguistico

Un atlante linguistico è, all’atto pratico, la fotografia in un dato tempo di un movimento di espansione e innovazione linguistica, rappresentando, oltre che una risorsa per i linguisti, anche una ricca fonte di informazioni per gli aspetti più etnografici della lingua, permettendo l’indagine di attitudini culturali e sociali specifiche di un luogo e di un tempo.

Primo logo dell'ALI.
Primo logo dell'ALI.

Il patrimonio posseduto dall’ALI ammonta a oltre 5 milioni di schede dialettali (si tratta di schedine in cartone su cui viene registrata la parola e marcato il punto d’inchiesta in cui la voce è stata raccolta) e circa 10.000 fotografie etnografiche di altissimo valore documentario.

Sono stati pubblicati ad oggi 8 volumi di carte (il nono è in corso di edizione), che possono essere consultate dagli utenti presso l’Istituto dell’ALI e la Biblioteca Nazionale di Torino.

Storia delle inchieste

Il primo raccoglitore di inchieste per l’Atlante fu Ugo Pellis. Il 29 ottobre 1925 a Belvedere d’Aquileia Pellis iniziò le inchieste vere e proprie, utilizzando un esteso questionario alla cui redazione aveva contribuito in larga misura.

Ugo Pellis
Ugo Pellis

Pellis percorse a piedi territori molto vasti, carico del suo bagaglio professionale fatto di album per le illustrazioni, fascicoli del questionario, taccuini per gli appunti, carte geografiche e topografiche e una macchina fotografica, nonché dei propri effetti personali. Nel 1927 l’Istituto dell’Atlante ricevette in dono un’automobile Balilla con cui Pellis poté più comodamente e velocemente spostarsi da un punto all’altro. In tutto Pellis poté effettuare 727 inchieste: il suo lavoro titanico fu interrotto soltanto dalla morte nel 1943.

Il torinese Benvenuto Terracini riprese poi il lavoro soltanto nel 1952, ultimando la raccolta delle restanti 282 inchieste (il totale era stato fissato a 1.000) nel 1965. Ad oggi il totale delle inchieste è di 1.009 per 947 punti, quasi il doppio dei numeri pur imponenti raggiunti dall’AIS, l’Atlante linguistico Italo-Svizzero.

Fu poi grazie al lavoro del direttore Arturo Genre se durante gli anni Settanta e Ottanta il materiale raccolto venne armonizzato e unificato; successivamente, la collaborazione dell’Atlante (a quel punto diretto da Lorenzo Massobrio) con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato portò all’elaborazione di un software che permise la digitalizzazione dei record (ancora oggi in corso) atta alla cartografazione automatica delle mappe. Il primo volume venne quindi pubblicato nel 1995.

Malcèsine (VR) — Aratro simmetrico di legno e ferro (pǐöf) con timone a due stanghe per la trazione di un solo animale (28–5–1928 — fot. n. 355).
Malcèsine (VR) — Aratro simmetrico di legno e ferro (pǐöf) con timone a due stanghe per la trazione di un solo animale (28–5–1928 — fot. n. 355).

ALEPO — Atlante Linguistico e Etnografico del Piemonte Orientale

Il Piemonte non ricevette in questo progetto uno sguardo privilegiato, poiché oggetto d’indagine fu l’intera Penisola, ma la presenza torinese di Bartoli, di Terracini e poi di Genre, fece sì che nascesse presso l’Università una scuola geolinguistica importante, che si costituì nel tempo grazie alla presenza di C. Grassi, T. Telmon, G. Berruto, L. Massobrio, S. Canobbio. Da un’idea di Genre fu ideato l’ATPM (Atlante Toponomastico del Piemonte Montano), e da un progetto di alcuni allievi di Grassi (Telmon e Canobbio) nacque l’ALEPO (Atlante Linguistico e Etnografico del Piemonte Orientale); l’elaborazione teorica e metodologica che l’esperienza dell’ALI aveva portato con sé permise dunque l’indirizzarsi delle ricerche anche verso una dimensione regionale, nel quadro di una temperie culturale in cui l’ente pubblico (nello specifico la Regione Piemonte con il progetto Alpi e cultura) si rese partner importante, sensibile alla conservazione e alla valorizzazione di questi materiali linguistici ed etnografici.

L’ALI oggi

L’ALI continua con il suo lungo e complesso progetto di redazione delle carte; i preziosi materiali dell’ALI rendono possibile l’ideazione di progetti collaterali, come ad esempio il Piccolo Atlante Linguistico del Piemonte (PALP), elaborazione e raccolta di carte sintetiche e commenti atti a dare risalto al solo territorio piemontese. Vi lavorano G. Ronco (vicedirettore ALI), M. Rivoira (caporedattore ALI), F. Cugno (redattrice ALI).

Carta PALP Atlante Linguistico Italiano
Carta PALP relativa alla parola “fratello”.

Presso l’Istituto sono impiegati inoltre ricercatori e borsisti, e ogni anno vengono ospitati alcuni studenti dell’Università che vogliono compiervi il proprio tirocinio curricolare. Nel medesimo luogo (via Sant’Ottavio n. 20) è presente una biblioteca molto specializzata che l’utente esterno può consultare previo appuntamento. Il catalogo completo del posseduto è cartaceo e si trova presso l’Istituto.

👍Si ringrazia il dott. Matteo Rivoira, caporedattore dell’ALI, per il tempo dedicato all’intervista che ha permesso questa sintesi.

Fondo Fotografico Pellis

Le fotografie di Ugo Pellis sono consultabili in formato digitale sul sito della Società Filologica Friulana — Fondo Fotografico Pellis: una realtà che comprende oltre 7.000 negativi, su lastra e pellicola, opera di Pellis tra il 1925 e il 1942. Scattate in tutta Italia e in alcune zone delle odierne Slovenia e Croazia, le fotografie di Pellis rappresentano altresì un'Italia oggi scomparsa e assumono quindi un enorme valore storico-documentario.

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