Dentro l'Archivio Storico Olivetti

Preservare la storia per guardare al futuro

Negozi Olivetti - Foto su pubblicazione della Biblioteca AASO (Associazione Archivio Storico Olivetti).

Fisica di formazione, collabora con diverse testate nazionali ed estere come giornalista e divulgatrice scientifica. Ha collaboratocon molti Istituti di Ricerca e Osservatori Astronomici italiani e internazionali. Nel 2008 ha ricevuto il Premio “Voltolino” in giornalismo scientifico.

Macchine da scrivere e arte, primi personal computer e architettura, telefonia, poster e tanto altro. Oltre questo c’è molto di più a Ivrea, in un luogo molto particolare, l'Associazione Archivio Storico Olivetti (AASO), costituita nel 1998 su iniziativa della Società Olivetti. L’Associazione si occupa di raccolta, riordino, conservazione, studio e valorizzazione dell’eredità documentale riguardante la storia della Società e delle personalità della Famiglia Olivetti e, inoltre, offre consulenza a studiosi e ricercatori e collabora a iniziative culturali. La cura di un’esposizione permanente presso la sede di Ivrea e la realizzazione di mostre, eventi, conferenze e pubblicazioni finalizzate a promuovere e approfondire la conoscenza della storia e dei valori olivettiani, completano il quadro delle attività principali.

Abbiamo chiesto a Luigi Emanuele Di Marco, un professionista che tutti i giorni lavora presso l'Archivio Storico Olivetti, di parlarci in dettaglio delle sue attività e di spiegarci chi è un archivista e di cosa si occupa in una sua giornata tipo.

Di Marco - Archivio Storico Olivetti
Luigi Emanuele Di Marco e la Rosa dei caratteri Olivetti.

Un archivio per il futuro

Ho sempre immaginato gli archivisti come custodi della memoria: professionisti estremamente coscienti dell’importanza delle testimonianze del passato e, allo stesso tempo, attenti a tutelare anche quelle che ogni giorno genera il presente. Lavorando con i documenti ho capito che in realtà, però, il nostro obiettivo è sicuramente il futuro. Può sembrare un paradosso ma, oltre alla conservazione, un buon archivista sa che deve valorizzare al massimo il patrimonio documentale che cura così da condividerne la ricchezza e l’unicità con un pubblico sempre più ampio.

Una giornata tipo?

Nel mio caso, proprio perché mi occupo sia di custodia sia di valorizzazione, alterno il lavoro di descrizione, ricondizionamento e riordino dei documenti a quello del racconto via social media della ricchezza delle carte, dei flussi di lavoro e delle iniziative culturali che promuoviamo come Associazione Archivio Storico Olivetti (AASO). Considero un grande privilegio poter essere presente in entrambe queste fasi. Toccare con mano le bellezze dell’archivio e coinvolgere il pubblico in una narrazione mediatica che si basa sulla loro unicità è stimolante e appagante ogni giorno.

Archivista o biografo?

Per arrivare dove è arrivato Di Marco ripercorre il suo iter, partendo dagli studi in Beni culturali archivistici e librari all’Università di Torino, un corso di laurea pensato per fornire gli strumenti giusti sia ai professionisti dell’archivistica sia a quelli della biblioteconomia sottolineando che

non lo sanno in tanti, ma sono professioni molto diverse. Ho scelto il percorso archivistico perché, seppur appassionato di libri, considero gli archivi più ricchi e imprevedibili: ogni volta che apriamo un nuovo faldone spaziamo tra corrispondenza, fotografie, audiovisivi, oggetti e scritti di ogni genere. Un archivista ha la possibilità di ricostruire l’attività di enti, persone e famiglie cogliendo in via privilegiata il calore del loro vissuto e credo che le soddisfazioni derivino proprio da questo.

Svolgere le attività di riordino e descrizione dei materiali rende ogni archivista simile a un biografo: tramite i documenti si è in grado di viaggiare nello spazio e nel tempo arrivando quasi a provare le emozioni di artisti, dirigenti d’azienda, personaggi politici e di infinite altre categorie di persone. Per esempio Di Marco negli ultimi mesi è impegnato a riordinare le carte di Annibale Fiocchi, uno tra gli architetti più importanti del Novecento: oltre 7.000 tavole originali, centinaia di fotografie e migliaia di documenti che, a lavoro finito, permetteranno a chiunque di scoprire le fasi della vita e dell’opera di un vero e proprio gigante.

Documentazione e fotografie del Fondo Annibale Fiocchi.
Documentazione e fotografie del Fondo Annibale Fiocchi.

Come ogni attività professionale che si rispetti esiste anche l’altra faccia della medaglia e le frustrazioni sono probabilmente simili a quelle della maggior parte degli operatori culturali. Come ci confida:

Il presente fa fatica ad accorgersi dell’importanza della cultura e chi se ne occupa in prima persona spesso mostra uno snobismo che finisce per escludere il grande pubblico da questa ricchezza immensa.

Si tratta di un approccio pericoloso che allontana ancor di più la narrazione culturale dalla vita quotidiana della maggior parte delle persone.

112 anni di storia

Ma ritornando ottimisti e proseguendo nella chiacchierata, se uno dice Olivetti, ancora oggi nella generazione pre-millennials vengono in mente le macchine per scrivere o i personal computer, ma l’Associazione Archivio Storico Olivetti è un nome che racchiude tante realtà, infatti, quella dell’Olivetti è un’esperienza unica che continua da 112 anni in maniera sempre nuova. Si tratta

di una storia industriale, sociale e culturale tra le più affascinanti e noi dell'Associazione Archivio Storico Olivetti siamo felici di poter custodire e valorizzare le sue testimonianze.
Luigi Emanuele Di Marco fotografa la celebre macchina da scrivere Olivetti
Luigi Emanuele Di Marco fotografa la celebre macchina da scrivere Olivetti "Lettera 22".

L’Associazione è nata ufficialmente nel 1998 raccogliendo l’eredità documentale dell’Olivetti Spa e della Famiglia Olivetti: un patrimonio culturale accessibile a tutti online e offline che non smette mai di ampliarsi grazie alle continue donazioni documentali.

Da oltre vent’anni ci occupiamo di salvaguardare e diffondere i valori storici che questi documenti racchiudono perché possano guidare la società contemporanea verso un domani migliore. Tra gli obiettivi per il futuro c’è sicuramente quello di continuare a trovare nuove modalità per far apprezzare questa ricchezza a un numero sempre maggiore di persone e il digitale ci sta sicuramente dando una grossa mano.

Chilometri d'innovazione

A questo punto ci domandiamo cosa possano trovare, lo specialista o il pubblico generico, nel sito dell’Archivio e se vengono organizzate visite presso la loro sede.

Biblioteca dell'Associazione Archivio Storico Olivetti.
Biblioteca dell'Associazione Archivio Storico Olivetti.
Prima parlavamo di macchine per scrivere e personal computer. Presso la nostra sede di Ivrea è possibile visitare la mostra #StoriaDiInnovazione, un percorso completo che, grazie ai prodotti più iconici, i manifesti storici, gli oggetti di design e le riproduzioni dei documenti d’archivio, permette di scoprire la storia olivettiana dal 1908 fino a oggi. Anche il nostro impegno online non è da meno: oltre al sito istituzionale, nel quale è possibile scoprire le nostre attività, gli eventi e lo store, è possibile visitare StoriaOlivetti.it, portale che racconta l’esperienza dell’Olivetti con testi, video e immagini e ArchiviDigitaliOlivetti.it, piattaforma nella quale condividiamo con il pubblico l’architettura archivistica e le oltre 550.000 schede digitali descritte che compongono i 14 chilometri lineari di documentazione che custodiamo.

Il consiglio inoltre a curiosi e appassionati è quello di seguire l'Archivio Olivetti sui principali canali social, attraverso i quali quotidianamente vengono raccontati successi e traguardi dei 112 anni della storia olivettiana.

Sala d'archivio.
Sala d'archivio.

Nuove sfide

La realtà culturale olivettiana continua a esercitare la sua attrattiva sulle generazioni future – lo stesso Di Marco non fa eccezione e spiega:

Oggi Olivetti concretizza la propria innata propensione all’innovazione favorendo la trasformazione digitale di imprese e pubblica amministrazione e a Ivrea è impossibile non respirare la bellezza della sua storia e dei valori espressi in oltre un secolo di attività. Mi sono sentito subito influenzato positivamente da questa speciale realtà e, oltre ai documenti, per questo devo sicuramente ringraziare i colleghi che, con pazienza ed esperienza, mi trasmettono ogni giorno la loro passione per questa grande realtà.

L’emergenza Covid-19 ha influito sul lavoro e sull’intera struttura e, come racconta Di Marco, sono stati mesi davvero difficili. Nello specifico l'Archivio Olivetti ha dovuto fermare le attività di ricerca di studiosi e di ricercatori da tutto il mondo, interrompendo il lavoro archivistico sui materiali e posticipando la maggior parte delle attività culturali espositive previste. Nonostante questo, anche in un momento così difficile, l'Archivio ha saputo trovare un modo per continuare a raccontare la storia olivettiana, e come prosegue l’archivista

tra i primi ad aderire alla campagna del MiBACT #IoRestoACasa, abbiamo arricchito la nostra narrazione social con l’iniziativa #ConVoiACasa: una speciale video-narrazione che ci ha permesso di rimanere connessi con il nostro pubblico in modo speciale anche durante i mesi del lockdown.

Dopo questa sfida ci si chiede quale sia il futuro di un archivista, in un mondo che sembra per necessità o virtù tutto proiettato verso la virtualità.

Non è una domanda semplice ma credo che “rinnovarsi” sia nel 2020 un termine centrale. Avvertivo già durante gli studi la forte necessità di trovare strumenti capaci di comunicare la ricchezza e la bellezza racchiuse negli archivi e sono convinto che la chiave siano gli strumenti digitali. Certo, l’archivistica è una disciplina complessa e non dovrà mai perdere la propria scientificità a favore di soluzioni apparentemente più semplici ma, allo stesso modo, ogni buon archivista deve oggi saper diventare storyteller, o meglio historyteller, impegnandosi a raccontare al grande pubblico la bellezza che riempie la sua quotidianità.
Poster e macchine da calcolo (mostra permanente AASO).
Programma 101 con robot Olivetti (mostra permanente AASO).

Etica e progresso

Come ultima curiosità, chiediamo a Di Marco cosa pensa avrebbero detto o fatto i vari imprenditori Olivetti se si fossero trovati in questo momento epocale?

Mi piace pensare che avrebbero continuato a mostrare al mondo quanto innovazione e bene sociale possano andare di pari passo a vantaggio di territorio e comunità. Oggi un imprenditore di successo è chi si rivela in grado di comprendere i bisogni commerciali e di creare un sistema organizzato per soddisfarne la richiesta, ma i protagonisti della storia olivettiana fecero molto di più.
Visita di Huawei Italia all'Associazione Archivio Storico Olivetti.
Visita di Huawei Italia all'Associazione Archivio Storico Olivetti.

Come sappiamo, oltre a prodotti belli e di successo gli Olivetti risposero a bisogni etico-morali spesso anche silenti: fondi di solidarietà, assistenza sanitaria e sociale, formazione culturale e professionale dei dipendenti, istruzione, architetture all’avanguardia e tanto altro ancora.

Li immagino decisi nel favorire una digitalizzazione più democratica ed etica, impegnati contro le "fake news" e, soprattutto, coscienti che, perché si possa parlare davvero di progresso, l’obiettivo debba essere sempre il bene comune.

👍 Si ringrazia il dott. Luigi Emanuele Di Marco per l’intervista e la sua preziosa attività di ricerca.


Per maggiori informazioni, è possibile contattare l’Associazione Archivio Storico Olivetti:

📌Via Miniere, 31
Ivrea (Torino)
Tel. 0125 641238
e-mail: segreteria@archiviostoricolivetti.it

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