Viaggiando nel passato di Torino

Il racconto della città attraverso almanacchi e guide di viaggio storiche

Illustrazione di Palazzo Madama, tratta dalla copertina del Giornale dell’Esposizione Internazionale di Torino, numero del 2 febbraio 1910.
Cristina Ricci
Cristina Ricci

Vincitrice del contest La Stampa Academy, un laboratorio di giornalismo d’innovazione, indetto dal quotidiano torinese nel 2013. Ha frequentato il corso di Data Journalism organizzato dalla Federazione Europea del Giornalismo ed è stata ideatrice e redattrice del portale SpiegaLeAli, dedicato alle tematiche legate alle questioni di genere. Appassionata di storia e di storie, è convinta che il futuro si possa costruire solo sulle solide basi del passato.

  

Recentemente l’Associazione Italiana Editori ha dichiarato che il mercato che comprende le guide di viaggio cresce dell’11,6% sul 2019 e del 10,8% rispetto al 2022. Il dato non stupisce: il mercato era già attivo alla fine del Settecento e doveva essere piuttosto redditizio se nel 1898 Edmondo de Amicis si cimentava con Le tre capitali. Torino, Firenze, Roma, edito dall’editore Giannotta.

Visitando la Collezione Simeom, presso l’Archivio Storico di Torino in via Barbaroux 32, si potranno scoprire le storiche pubblicazioni riguardanti Torino, con informazioni e curiosità spesso inedite, interessanti anche per chi non si occupa di storia. Ma andiamo con ordine.

Copertina de
Copertina de "Le tre capitali. Torino, Firenze, Roma" di Edmondo de Amicis, 1898.

Nel Settecento, tra guide e almanacchi

Dopo Voyage d'ltalie, stampato all'Aia nel 1691, la prima guida interamente italiana su Torino fu pubblicata nel 1753 da Giovanni Gaspare Craveri. L’autore è il commesso Rameletti e si intitola Guida de' Forestieri per la Real Città di Torino. Poco importa sapere se fu Craveri a ideare l’opera o se questa gli fosse stata commissionata dal suo datore di lavoro: l’idea fu vincente. L’autore fornisce indicazioni al lettore affinché in quattro giorni possa ammirare la città. “La norma, che mi sono prefisso di tenere – dice – si è di guidare, come per mano, il Forestiere da un luogo all'altro”.

A questa pubblicazione ne seguirono altre che si intervallarono fino a oggi, tutte con doppia valenza. Da un lato sono rivolte a eruditi forestieri interessati al patrimonio artistico della città e alle vicende storiche, dall’altro forniscono notizie di carattere amministrativo ed economico dal contenuto pratico che le rendevano un manuale per chi avesse necessità, ad esempio, degli indirizzi delle attività professionali e delle mappe aggiornate della città.

Illustrazione tratta dalla
Illustrazione tratta dalla "Guida de' Forestieri per la Real Città di Torino" del 1753.

Nel 1780 uscirà l’Almanacco, edito da Onorato Derossi, a cui il sovrano accorda per quindici anni “il privilegio privativo di far stampare un libro da lui compilato sotto il titolo di Almanacco Reale, ossia Guida di Torino, in cui vengono indicate le Chiese e Luoghi più particolari di essa Città, il nome, titoli, cariche, ed abitazione delle persone”. Gli almanacchi saranno aggiornati annualmente e possono essere considerati, per chi le ricorda, antesignani delle Pagine Gialle.

L’anno successivo Derossi pubblica una Nuova Guida corredata da una mappa e la consultazione dei due volumi dà una visione molto esaustiva. Con un certo orgoglio si dice certo di aver soddisfatto tutte le esigenze dei lettori. In realtà, dalla sua esperienza, e da quella precedente di Craveri, si sarebbero originate una pletora di pubblicazioni, anche molto differenti tra loro. Le future guide non si sarebbero limitate a fornire notizie storiche dei luoghi ma avrebbero dato risalto a eventi o a notizie molto più pragmatiche. Alcune sarebbero state descrittive, altre avrebbero prediletto le illustrazioni alla prosa.

Copertina e mappa della "Nuova Guida" di Onorato Derossi del 1781.

Istruzioni per viaggiatori

Anche i celebri Fratelli Reycends, librai ed editori attivi in Europa sin dal XVII secolo, pubblicarono opere con l’intento di accompagnare i viaggiatori. Nel 1771 esce Del viaggio ossia Istruzione a' viaggiatori che fornisce utili indicazioni per preparare l’itinerario più adatto al mezzo di trasporto scelto: cavallo, carrozza o il semplice cammino. I pubblicisti consigliano di porre attenzione non solo al corpo ma anche alla mente. Scrivono:

una cosa essenziale in viaggio è di portare con sé delle tavolette, o per lo meno qualche foglio di carta... i soli occhi, benché buoni, non bastano per ben vedere tutto ciò, che si offre di rimarchevole.

Il taccuino raccomandato è indispensabile per annotare l’esperienza del viaggio:

Per tutto, ove passerete, abbiate attenzione di visitare gli edifici pubblici, le chiese rimarcabili, ed i monumenti antichi... Non lasciate fuggire nulla…
Frontespizio di
Frontespizio di "Del viaggio ossia Istruzione a' viaggiatori" del 1771.

La stessa attenzione deve essere data agli abitanti. Si invita a “studiare” le genti del luogo “i loro costumi, le loro usanze, e la loro religione…”. Non si doveva tralasciare neppure lo studio dell’economia: “Le manifatture di quelle parti, per cui voi passate, meritano tutta la vostra attenzione”. L’ultima parte della pubblicazione riporta una moderna e precisa elencazione di informazioni pratiche: dal cambio delle monete, alle vetture, allo stato delle strade e alle vie d’accesso alla città. Queste notizie saranno aggiornate edizione dopo edizione e confluiranno poi nella Guida per il viaggio d'Italia in posta, adatta a chi non volesse chiedere mai. Si legge infatti “ogni Viaggiatore senza domandare ad alcuno, potrà essere informato dal presente Libro”. L’edizione, del 1786, con testo a fronte in francese, è corredata da

venticinque Carte Geografiche, nelle quali vi sono delineate tutte le strade d'Italia, con la giusta situazione dei luoghi, ove sono le poste, Città, e Castelli, con li nomi d'ognuna in piccole distanze alle medesime strade, come anche tutti li fiumi, che si passano col pagamento, e senza, con li prezzi, che si pagano per li cavalli in ciascheduno Stato.

Un altro Reycend pubblicherà sessant’anni dopo, la Guida del viaggiatore in Piemonte scritta e illustrata dal saviglianese Marco Nicolosino. La guida pare una brutta copia dell’altra e ne esaspera, anche con pedanteria, i consigli. I Fratelli Reycend, reclamando il loro ruolo, pubblicano, pochi anni dopo, L’Itinerario Postale degli Stati Sardi in Terraferma colla descrizione delle Principali Città e Villaggi. Anche quest’opera ricalca le precedenti ma si arricchisce di una nuova sessione dedicata agli alberghi più rinomati... l’antesignano di Trip Advisor!

Queste pubblicazioni vengono in parte superate con l’inaugurazione della linea ferroviaria Torino-Genova. Nelle vetrine delle librerie torinesi di Giovanni Battista Maggi e di Giacomo Serra farà bella mostra Viaggio da Torino a Genova. Come si legge nel frontespizio il volume è in vendita “in tutte le stazioni delle Strade Ferrate dello Stato”. Il titolo completo dell’opera rende bene l’idea dei contenuti: Viaggio da Torino a Genova contenente la Descrizione Geografica, Storica, ed Archeologica Stazione per Stazione di tutte le località attraversate; le Principali Vedute; la Planimetria della strada; Alberghi, coincidenze, curiosità, commercio e popolazione di ciascun luogo. Preceduto da un Estratto dei regolamenti di polizia applicabili a questa Ferrovia, da alcune notizie Storiche sulle Strade di Ferro in generale e seguito dalle Tariffe dei prezzi per trasporto dei viaggiatori e delle merci ecc.; e da una Carta Generale degli Stati di terraferma di S.M. Sarda, indicante le Strade Ferrate già costrutte, in costruzione o solo approvate. Insomma “più indispensabile del sacco da notte e del parapioggia” il volume aiuta a vincere la “noia che occupa le sale d'aspettativa” e “il tramenìo delle soste alle stazioni".

Illustrazioni tratte da "Viaggio da Torino a Genova".

L'Ottocento, parlando con le immagini

Ma, se torniamo all’idea del “mostrare le cose” quali erano i luoghi da consigliare? E come segnalarli? Ecco che molteplici pubblicazioni ricorrono alla documentazione grafica. Al di là di molte parole cosa rende l’idea meglio che l’immagine? Con esse, anche chi non potrà recarsi sui luoghi, avrà la possibilità di rendersi conto delle bellezze cittadine. Arricchite dai lavori dei vedutisti le guide diventeranno un documento importantissimo sullo stato della città e si tramutarono in pregevoli souvenir.

I celebri Fratelli Reycend lanciano sul mercato, nel 1819, Turin et ses curiosités testo scritto in francese dal naturalista Modesto Paroletti. Lo scritto riceve così tanto favore che, nel 1826, viene affidata all’autore una seconda opera: Turin à la portée de l'étranger, aggiornata e ripubblicata nel 1834. I volumi di Paroletti, per quanto di successo, sono però destinati a un pubblico di nicchia così l’editore affida a Giammichele Briolo il compito di tradurli e riassumerli in un libro “di piccola mole”, senza omettere nulla di essenziale. Esce così, nel 1822, la Nuova guida dei forestieri per la Reale Città di Torino.

Giuseppe Favale tenta invano, nel 1826, di ricavarsi un posto nel mercato pubblicando Cenni storici sulla Città e Cittadella di Torino; nel 1831 anche Pietro Marietti, tenta di insidiare il primato dei Reycend con un titolo molto moderno, degno dei migliori siti di viaggio: Dieci giorni in Torino. Il volume è suddiviso in due parti, dedicata l'una alla “Torino profana”, l'altra alla “Torino sacra”. Uscito dalla stamperia degli Eredi Botta l’opera non rappresenta una novità, pare una nuova traduzione delle opere del Paroletti.

Illustrazione della Basilica di Superga tratta dalla
Illustrazione della Basilica di Superga tratta dalla "Nuova guida dei forestieri per la Reale Città di Torino" del 1822.

Le opere commissionate dalla municipalità

A partire dalla seconda metà dell’Ottocento le guide verranno commissionate dalla municipalità. Giuseppe Pomba pubblicherà una guida colta, con contenuti innovativi redatta dallo scrittore e giornalista Davide Bertolotti. La prima edizione è una strenna, come si legge nell’avviso dell'editore:

La prima edizione di quest'Opera, fatta a spese della Città, è, per testo, carta ed ornamenti, una edizione di lusso, né si vende ma solo si dona. Questa che mi venne dato facoltà di fare contemporaneamente, ma che pur dee chiamarsi seconda, ha per fine di soddisfare a tutte le richieste.

L’opera ha il plauso della regina e il favore del pubblico e, siccome a detta dell’autore “la bellezza intrinseca della città è formata dalle sue istituzioni monarchiche, municipali, caritative, scientifiche, industriali e ricreative, che tutte insieme unite attestano un alto progresso civile”, si sofferma sui monumenti e sui palazzi storici senza tralasciare gli aspetti sociali ed economici della città, la sua vita culturale, gli uffici amministrativi, militari e giudiziari ricordando anche servizi e informazioni pratiche su pesi misure, monete e orari di corriere e diligenze.

Torino e suoi dintorni del libraio-editore Carlo Schiepatti rappresenta l’avanzare dei tempi mettendo in copertina l’immagine di un locomotore. Nel vademecum gli autori, Guglielmo Stefani e Domenico Mondo, raccolgono le opinioni di uomini illustri e tratteggiano un quadro esaustivo e frizzante in cui la descrizione degli edifici urbani si frammista agli usi e costumi: dal passeggio ai caffè, dagli alberghi ai ristoranti senza tralasciare la cucina e gli eventi. Novità assoluta l’inserimento delle informazioni sulle linee ferrovie esistenti nonché “indicazioni utili” sui telegrafi, sui “dazi di consumo”, arrivando addirittura a informare il lettore su “le spese d'inumazione”. Conclude il volume un’appendice con i luoghi termali.

Illustrazione della Camera dei deputati a Palazzo Carignano tratta da
Illustrazione della Camera dei deputati a Palazzo Carignano tratta da "Torino e suoi dintorni" di Carlo Schiepatti.

Giovanni Battista Maggi, riprende la lingua francese e, nel 1853, pubblica il lavoro di Pietro Giuria Guide historique, descriptif et artistique de Turin, de ses environs et des villes les plus remarquables du Piémont. Per la prima volta sono prese in considerazione le principali città del Piemonte. L’opera ottiene un grande favore di pubblico e viene ripubblicata nel 1861.

Nello stesso anno, Vittorio Emanuele II proclama la Festa Nazionale. Per l’occasione è atteso in città un gran flusso di forestieri. Il Municipio promuoverà la pubblicazione e la distribuzione gratuita di un elenco-guida, con liste di edifici prestigiosi, istituti educativi, chiese, piazze, monumenti, ospedali, teatri, alberghi, ristoranti, caffè, corredata da orari e tariffe degli omnibus che da piazza Castello raggiungono i punti estremi del territorio urbano. Torino, perso il ruolo di capitale, è alla ricerca di una nuova identità. Come rivalutarla agli occhi di cittadini e turisti?

La risposta sembra darla, nel 1869, il teologo Pietro Baricco che aveva alle spalle una lunga carriera amministrativa, nonché un importante incarico nel settore della pubblica istruzione. La sua pubblicazione Torino descritta destinata ai “Cultori delle Scienze educative convenuti nella gloriosa città ai piedi delle Alpi, eletta a sede del sesto Congresso pedagogico nazionale per l'esempio dato all'Italia nel promuovere la popolare istruzione” si compone di un migliaio di pagine ed è suddivisa in due parti. Nella prima vengono definiti i caratteri della torinesità fornendo informazioni sui multiformi aspetti e animi della capitale: dalla Real Casa agli ordini cavallereschi, dalle amministrazioni governative alle società industriali. Nella seconda, si sofferma sulle istituzioni culturali, le scuole, non tralasciando il mondo della beneficenza.

Anche Baricco si sofferma sui dintorni di Torino: Moncalieri, Racconigi, Pollenzo, la Sacra di San Michele e le regge di Stupinigi e Venaria. L’opera è molto completa ma mille pagine non sono poche e il municipio, pur riconoscendone il valore, comprende che questa lettura non è adatta a tutti. Nel maggio 1872, la Municipalità si rende conto che è necessaria la stampa di una guida scritta in modo accattivante che non superi le cento pagine. Decide perciò di commissionare a Michele Lessona un’opera che tratteggi non più di sette itinerari da effettuarsi in altrettante giornate. Il progetto è ritenuto prioritario e viene istituita un’apposita commissione per la sua valutazione. La prima stesura non incontra i favori della commissione perché “non è scritto collo stile vivace necessario”. Gli esaminatori mettono persino in dubbio che lo studioso ne sia l’autore e affideranno l’incarico ad Andrea Covino che aveva collaborato con Karl Baedeker per la stesura de Torino descrizione illustrata. L’editore tedesco, ideatore del vademecum per viaggiatori stilato in più lingue, aveva rivoluzionato l’idea di ciò che dovesse essere una guida e aveva ottenuto così tanto credito che si diceva: “I re e i governi possono sbagliare, ma mai il signor Baedeker”. Corvino scriverà in due anni ben quattro differenti volumi bilingue italiano-francese tra cui il sunto Alcune ore in Torino, dedicato ai visitatori di passaggio e Il panorama delle Alpi e i contorni di Torino.

Illustrazioni tratte da "Alcune ore in Torino" di Andrea Corvino.

"Cose notevoli della città"

L’inaugurazione della prima tramvia che dal 1872 attraverserà la città sarà l’occasione per la pubblicazione di Viaggio sul tramway da Piazza Castello alla Barriera di Nizza. Nel frattempo, grazie alle Esposizioni internazionali, Torino torna a essere il fulcro del Regno. I visitatori devono ora essere guidati anche attraverso i padiglioni, luoghi effimeri destinati a durare solo per pochi mesi. Nascono Torino e le sue Esposizioni. Guida ad uso dei forestieri e A Torino, opera a più mani mirata in cui si alterneranno nel racconto ben ventisei autori, tra cui Edmondo De Amicis e Michele Lessona. In occasione dell’Esposizione generale italiana del 1884 Francesco Casanova pubblicherà il tascabile Alcuni giorni in Torino. Poche pagine di facile lettura, corredate da mappe tradotte in francese, inglese e tedesco.

Merita un cenno Tre giorni a Torino, promossa a fini pubblicitari dalla Reale Compagnia Italiana di assicurazioni che concentra in poche pagine “le molte cose” da vedere e, con umiltà, rimanda i suoi lettori a pubblicazioni assai più specialistiche reperibili “per ogni dove” in modo da “soddisfare” qualsivoglia “curiosità” al riguardo della “bella, ricca e civile metropoli” piemontese. Considerato che le opere costruite per l’occasione vennero abbattute una volta conclusa la manifestazione, la lettura di una di queste guide fornisce una visione inedita della città che siamo abituati a conoscere.

Alcune copertine del Giornale dell'Esposizione Internazionale di Torino del 1911.

La politica del rilancio passa sia attraverso l’aggiornamento degli elenchi delle “Cose notevoli della città” che saranno pubblicati a cura del Municipio sia attraverso un accordo con la Società Italiana per le Strade ferrate del Mediterraneo. Sarà proposto un biglietto offerto a un prezzo vantaggioso e allettanti facilitazioni per le visite. L’iniziativa ha successo tanto che i “treni di piacere” portano a Torino “numerosi forestieri, arrecando grande vantaggio agli esercenti”.

Parallelamente si incentiva il turismo congressuale. Ritorna indispensabile avere una guida priva di errori che, come diranno i committenti, “non accenni a cose inutili e ridicole”. Vede dunque la luce, con il patrocinio del Municipio e della Società Promotrice dell'Industria Nazionale, Torino. Guida del Viaggiatore illustrata da 20 fotoincisioni e corredata con pianta della Città. Il volume, redatto in quattro lingue, ha un’ampia tiratura e sarà distribuito agli oltre 2.000 partecipanti al IV Concorso Ginnastico Nazionale.

I festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario dell’emanazione dello Statuto Albertino e l’inaugurazione dell’Esposizione d’Arte Sacra sono l’occasione per la pubblicazione di un pamphlet che descriverà i neonati padiglioni dell’Esposizione Nazionale. Il duplice evento è l’occasione per la ristampa della versione rivista e ampliata di Alcuni giorni in Torino di Francesco Casanova.

Copertina de
Copertina de "Torino. Guida del Viaggiatore illustrata da 20 fotoincisioni e corredata con pianta della Città" di Cesare Isaia del 1894.

L'Associazione Pro Torino

Nel 1903 nasce l’associazione Pro Torino che ha lo scopo:

di far meglio conoscere le ricchezze artistiche ed industriali, le bellezze naturali, i monumenti storici, gli istituti di coltura ed in genere tutte le attrattive della città e della regione subalpina, promuovendo un largo movimento di forestieri ad incremento delle attività commerciali.

I soci si impegnano a:

far risaltare le bellezze, diffondendone il nome, richiamando su di essa l'attenzione degli italiani e degli stranieri, affinché non dimentichino i primi ed imparino i secondi che appiè dell'Alpi maestose, presso un'incantevole collina, tra il Po e la Dora, giace una vasta metropoli, degna del loro affetto e della loro attenzione per le sue tradizioni gloriose, le fiorenti industrie, la bellezza delle vie e degli edifici, la salubrità del clima, la cortesia degli abitanti, le manifestazioni artistiche, la genialità dei dintorni.

La guida che presenteranno ha una nuova impostazione: propone percorsi tematici creati sulla base dei periodi storici. Non mancano incisioni, una pianta della città e tabelle per i collegamenti tramviari e ferroviari, dati statistici e proposte per escursioni: dal Pinerolese alle valli di Susa e di Lanzo, dal Canavese e Ivrea, fino alla Valle d’Aosta. Il formato è tascabile ma, la vera novità, è che l’opera di Cesare Isaia nasce per essere distribuita gratuitamente anche all’Estero. In prima battuta verranno stampate 150.000 copie, con testi in italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo, distribuite nel 1906 in città e inviate all’Italian Tourist Office di Londra.

In vista del cinquantenario dell’Unificazione del Regno il Comune esige una nuova guida che sia degna dell’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro del 1911. In Consiglio comunale si accende la polemica sul piano dell’opera e i relativi costi. Sarà l’assessore ed editore Pomba a redimere la questione proponendo che venga rivisto il testo di Cesare Isaia. La nuova versione di Torino e dintorni è affiancata dalla distribuzione di un pieghevole gratuito che la pubblicizza.

Copertina e pagine interne di "Torino e dintorni" di Cesare Isaia del 1911.

L’evoluzione delle guide turistiche può dirsi conclusa con la realizzazione della Guida del Touring Club Italiano che, nonostante le critiche, entrò presto nei cuori e nelle librerie degli italiani. Un cenno speciale merita la divulgazione della Pro Torino che nel 1924, vuole rendere “omaggio modestissimo ma infinitamente devoto alla memoria del loro sacrificio” e pubblica l’elenco dei torinesi caduti durante la Prima Grande Guerra.

Lo studio di Torino com’era non può concludersi senza prendere visione degli articoli di Pietro Abate-Daga apparsi sulla Gazzetta del popolo dal 1924 al 1925 dove lo scrittore analizza le condizioni e i bisogni della hinterland e rende la visione di una Torino spesso ignorata: quella del mondo operaio. Scrive: la periferia “è veramente l’antico centro della metropoli piemontese, misto di tradizioni e glorie”. I luoghi sono cambiati ma, “se è rimasta l’aureola di poesia, il paesaggio non è più quello, la solitudine è scomparsa, l’ha sostituita il più grande fervore di attività industriale. È una nuova, popolosa città che ha circondato la prima infondendole nelle vene l’effluvio della sua forza feconda”.

E voi, dopo questa carrellata, quale guida consultereste? Fate un giro in un romantico mercatino, magari quello del Balon, e cercatene una qualsiasi. Avrete così una visione inedita della vostra splendida città!

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Bibliografia

  • Roccia R., Roggero Bardelli C., La città raccontata: Torino e le sue guide tra Settecento e novecento, Torino, Archivio storico della città di Torino, 1997.
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