I giardini della Cittadella

Le quattro sentinelle di pietra

Nell'immagine: Il monumento dedicato ad Angelo Brofferio situato ai giardini della Cittadella.
Sergio Donna

  

Quattro monumenti seminascosti, dedicati ad altrettanti personaggi illustri piemontesi, presidiano ciò che resta dei giardini e dei viali che un tempo circondavano l’antica Cittadella cinquecentesca.

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Dei custodi silenziosi

Se Torino, soprattutto nel centro storico, può vantare un abbondante repertorio di targhe in marmo o in pietra su cui sono incise auliche epigrafi per celebrare i numerosi cittadini illustri che nel passato sono stati protagonisti della storia subalpina, bisogna ammettere che la città non ha dedicato un gran numero di busti e monumenti ai suoi personaggi più celebri. Non che non ce ne siano, beninteso, ma bisogna un po’ andarli a cercare, visto che spesso sono distribuiti a macchia di leopardo, e talora presenti solo in certi giardini.

C’è tuttavia una piazza, o meglio un giardino, che a dire il vero del giardino ha solo il nome, essendo costituito essenzialmente da un piazzale asfaltato leggermente sopraelevato rispetto al piano stradale e delimitato da un contorno di platani, che di monumenti ne contiene ben quattro. Quattro “sentinelle di pietra”, potremmo dire. Vista però la peculiarità di questo “giardino”, in posizione più alta rispetto al piano di calpestio, i quattro monumenti spesso sfuggono alla vista dei passanti più frettolosi.

Sto parlando dei cosiddetti giardini della Cittadella. Lo spiazzo fu creato a metà dell’Ottocento a parziale compensazione dello smantellamento dei secolari viali che circondavano la Cittadella; si estendevano fino a metà dell’attuale corso Siccardi, ricavandone così nuove aree edificabili da destinarsi a costruzioni a uso pubblico e abitativo.

Il giardino è delimitato da corso Siccardi a est, via Bertola a sud, via Antonio Fabro a ovest e piazza Arbarello a nord. La piccola piazza Vincenzo Arbarello, una sorta di atrio o vestibolo che introduce in via della Consolata, ha assunto questo nome nel secondo dopoguerra ed è dedicata a un eroico capitano degli Alpini caduto sul Carso durante la Prima guerra mondiale. Su di essa si affaccia il palazzo dell’ex facoltà di Economia e Commercio, che ora è sede della Fondazione Collegio Carlo Alberto, per gli studi di approfondimento post lauream di Economia, Management e discipline affini.

Delle quattro statue di cui parlavo all’inizio dell’articolo, tutte dedicate ad altrettanti illustri piemontesi o savoiardi, tre sono posizionate sul lato del giardino prospiciente corso Siccardi, una sola è rivolta sul lato di via Fabro.

Il palazzo dell’ex facoltà di Economia e Commercio, ora sede della Fondazione Collegio Carlo Alberto.
Il palazzo dell’ex facoltà di Economia e Commercio, ora sede della Fondazione Collegio Carlo Alberto.

Il conte Federico (o Federigo) Sclopis

Una delle tre è dedicata al conte Federico (o Federigo) Sclopis, grande giurista e uomo politico di origini canavesane (Torino, 1798–Torino, 1878). A Sclopis, oltre al monumento dei giardini della Cittadella, Torino ha anche dedicato due lapidi: una è posta sotto i portici della Prefettura, in piazza Castello, e l’altra è posizionata in via Milano, sulla facciata del palazzo con le arcate, passando sotto le quali è possibile accedere in via Garibaldi.

C’è anche una scuola elementare dedicata a Federico Sclopis; non è molto distante dal monumento: si trova in via del Carmine 27. Il conte Federigo Sclopis di Salerano fu eletto membro del Senato del Piemonte nel 1829; fu avvocato generale del Senato piemontese dal 1844 al 1847 e primo presidente onorario della Magistratura d’Appello del Piemonte. Dal 1826 divenne membro dell’Accademia delle Scienze di Torino per poi esserne eletto presidente nel 1864, carica che detenne fino alla morte. Ricoprì l’incarico di presidente del Senato del Regno d’Italia dal 25 maggio 1863 al 24 ottobre 1864.

Il monumento a Federigo Sclopis in corso Siccardi (Foto Archivio Monginevro Cultura).
Il monumento a Federigo Sclopis in corso Siccardi (Foto Archivio Monginevro Cultura).

Giovanni Battista Cassinis

Una seconda statua è dedicata a Giovanni Battista Cassinis (Masserano, nel Biellese, 1806–Torino, 1866). Il monumento, posizionato all’angolo tra corso Siccardi e via Bertola, venne inaugurato nel 1873: fu realizzato da Odoardo Tabacchi, scultore e docente di scultura presso l’Accademia Albertina di Torino.

Giovanni Battista Cassinis, giurista, fu eletto nel 1863 presidente della Camera dei deputati del Regno d’Italia, nell’VIII legislatura; fu eletto anche senatore del regno e ricoprì altresì la carica di ministro dell’Interno. Il cartiglio della statua recita così:

Rettissimo d’animo, coltissimo d'ingegno, nel foro torinese valente giureconsulto, nel Regno d'Italia benemerito statista che tenne degnamente gli uffici di Guardasigilli, di Presidente della Camera dei Deputati, di Senatore. Meritò ed ebbe universale stima e rispetto.
Statua dedicata a Giovanni Battista Cassinis (Foto Archivio Monginevro Cultura).
Statua dedicata a Giovanni Battista Cassinis (Foto Archivio Monginevro Cultura).

Angelo Brofferio

La terza sentinella posta a presidiare i giardini della Cittadella è Angelo Brofferio: il monumento è posizionato all’angolo tra corso Siccardi e piazza Arbarello. Brofferio nacque a Roccaverano il 6 dicembre 1802 e morì a Locarno (Svizzera) il 25 maggio 1866. Oltre a questa statua, Torino gli ha dedicato una strada: via Brofferio è una breve contrada che collega perpendicolarmente corso Re Umberto con via Confienza.

A diciotto anni, partecipa ai moti del 1821 e a quella che può essere considerata la prima occupazione universitaria della storia italiana: Brofferio rimarrà sempre fedele alle sue idee democratiche e libertarie. Laureato in Legge, è stato giornalista, poeta, tragediografo, scrittore e compositore di molte canzoni in lingua piemontese, dove ricorda con ironia e realismo le sue esperienze in carcere, come oppositore dei regimi reazionari. Tra i brani più conosciuti, ricordiamo La barchëtta, Mia entrada, Crudel destin, Mè ritorn e Soa ecelensa. Fu deputato nel Parlamento subalpino e poi in quello italiano, nella Sinistra democratica.

Brofferio, con il valsusino Norberto Rosa, è considerato uno dei più significativi poeti e scrittori del Risorgimento italiano.

Monumento ad Angelo Brofferio (Foto Archivio Monginevro Cultura).
Monumento ad Angelo Brofferio (Foto Archivio Monginevro Cultura).

Ettore Gerbaix de Sonnaz

Nei giardini della Cittadella c’è ancora una quarta statua, che però è rivolta verso via Fabro: è dedicata a Ettore de Sonnaz. Come ricorda l’epigrafe scolpita su un lato del basamento granitico del monumento, questo illustre personaggio era “nato a Thonon di Savoia il 3 di Gennaio 1787” e “morì a Torino il 7 di Giugno 1867”.

La statua fu scolpita, secondo quanto recita l’epigrafe incisa sul lato opposto del basamento “col danaro offerto dal Re e dalla famiglia reale, dal Municipio, dall’Esercito, dai Cittadini e dai Savoiardi” nel 1883. L’epigrafe principale, ai piedi del monumento, ci aiuta a ricostruire la figura di Ettore Gerbaix de Sonnaz:

Generale d’Esercito, Senatore del Regno, dalle Guerre combattute nelle schiere francesi sui primi del secolo riportò ai suoi Re, cuor di soldato, fedeltà di Savoiardo. Vincitore a Pastrengo nel 1848, fu l’anno stesso Ministro della Guerra, e quando l’Unità d’Italia impose la cessione della Savoia alla Francia, rimase ove erano ancora incertezze e pericoli, devoto al re ed alla Nazione risorta.

Il generale è ritratto in alta uniforme dell’Esercito Sabaudo. La statua è opera dello scultore Giuseppe Dini (1820–1890). Come è successo anche ad altri monumenti della città, la statua di de Sonnaz ha subìto uno spostamento. Infatti, la primordiale ubicazione della stessa è stata piazza Solferino. Ma dal 1923, anno del suo trasferimento nei giardini della Cittadella, non si è più mossa di lì.

Ora che vi ho segnalato le quattro sentinelle di pietra dei giardini della Cittadella, quando percorrerete corso Siccardi (e via Fabro), non dimenticatevi di alzare la testa e di porgere loro un saluto. Non risponderanno, perché sono fedeli alla consegna del silenzio. Ma, forse, vi accenneranno un sorriso.

Statua dedicata a Ettore Gerbaix de Sonnaz.
Statua dedicata a Ettore Gerbaix de Sonnaz.

Bibliografia
  • Donna S. e altri, Giardini di Torino. Storia, incontri & leggende nei parchi della città, Torino, Inspire Communication, 2022.
  • Id., Statue di Torino | Stàtue ‘d Turin, Torino, Inspire Communication, 2023.

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