Rivista Savej #11

dicembre 2023

Sul finire dell’Ottocento uno svizzero portò in Piemonte la novità che avrebbe cambiato le stagioni invernali di lì a venire. Era Adolfo Kind e recò con sé due listelli in legno di 215 centimetri con punte sollevate dal nome di “ski”. Dalle esercitazioni al Valentino fino alle prime competizioni il passo fu breve e decretò il successo di località del turismo montano quali Bardonecchia, Sestriere, Sauze d’Oulx e molte altre. Sull’onda di un nuovo sconfinato amore per la montagna un ingegnere biellese, Dino Lora Totino, progettò un mezzo per permettere a chiunque di raggiungere vette da poco conquistate. Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino diventarono così accessibili grazie ai progetti delle sue funivie e al grande Traforo che unisce l’Italia alla Francia.

Ma sono anche altre le figure di piemontesi che, con uno sguardo al futuro e grandi abilità imprenditoriali, contribuirono alla crescita e alla fama del proprio territorio in ambiti anche molto diversi tra loro: Antonio Benedetto Carpano, un vero alchimista del sapore, che ideò il rito dell’aperitivo con il suo innovativo vermouth; Roberto e Carlo Biscaretti di Ruffia, padre e figlio accomunati dalla passione per le quattro ruote, a cui dobbiamo la presenza da ben novant’anni del Museo dell’Automobile; Benedetto Musso, Marco Levi e gli altri imprenditori che portarono ai massimi livelli la produzione di ceramiche a Mondovì; Amleto Bertoni, maestro dell’artigianato del legno con uno sguardo al sociale, e le sue mostre a Saluzzo.

Altre testimonianze ci rendono partecipi di un mondo costellato da ingiustizie a neanche cent’anni da oggi. Ne sono un esempio le sartine piemontesi, costrette a lavorare fin da bambine in ambienti malsani, con salari bassissimi e orari di lavoro di quattordici e più ore giornaliere. Raccontiamo le loro lotte per ottenere parziali miglioramenti lavorativi e più giustizia sociale. Spostandoci agli anni del regime è utile soffermarsi sulla storia poco conosciuta di Silvio Ottolenghi, fotoreporter di successo negli anni Trenta, perseguitato dal fascismo pochi anni dopo per le sue origini ebraiche, dovrà ricostruirsi una vita in seguito agli orrori della insensata discriminazione razziale.

Tra le pagine di questo numero – che racconta di un Piemonte che sa tirarsi su le maniche – impreziosito da fotografie d’epoca, illustrazioni e le immancabili rubriche dedicate alla storia delle parole piemontesi e ai consigli di lettura, troverete inoltre:

  • Lalla Romano, la scrittrice “dalle parole leggere”
  • Gli zoo del passato, da Stupinigi a Parco Michelotti
  • Un itinerario torinese per scoprire la scultura di Vincenzo Vela
  • Il mondo surrealista del pittore Enrico Colombotto Rosso
  • Le suggestioni del Palio storico di Asti
  • Valerio Berruti, un artista internazionale “made in Langa”

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