Pairöl

Strumento indispensabile in cucina per fare la polenta, il paiolo non è mancato nelle case di tutta la Penisola, ma soprattutto lungo l’arco alpino. Solitamente in rame, ma anche in ghisa, in alluminio, in pietra ollare, ve ne sono al giorno d’oggi di dotati di un motorino elettrico che agganciato al bordo fa ruotare una pala per rimestare la polenta, evitando la fatica del braccio, via via esposto a spruzzi bollenti.

Ampiamente diffusa nell’area romanza, la voce dà origine in piemontese a diverse costruzioni, come il femminile pairola con lo stesso significato di “paiolo”, pairolà per indicare il contenuto del recipiente, la sua capienza, o il diminutivo pairolet, infine pairolé ovvero “calderaio”, colui che il paiolo lo fa, lo “stagnino”.

Attestata in lombardo, in emiliano, occitano, catalano, ligure, nonché toscano, e infine italiano, la voce pairöl, “paiolo”, proverrebbe secondo il Rep dal latino parlato *pariolum attinto da un preesistente vocabolo celtico.

Derivazione che il professor Alinei dell’Università di Utrecht approfondisce, trovando nel gallico *parium una connessione con il gallese pair, l’antico cornico e il medio bretone per, e attestato non soltanto in Italia e nelle isole, ma anche in Catalogna, Andalusia, Portogallo. Una voce che, indicando non solo l’oggetto in sé di uso domestico, ma pure chi lo forgia, il “calderaio”, lo “stagnino” e di qui chi lo vende in quanto “venditore ambulante”, giustificherebbe la sua espansione nell’uso, dovuta a un vasto mercato già diffusosi nell’antichità. Come scrive Mario Alinei nel suo articolo Conseguenze delle nuove teorie indoeuropeistiche sulla dialettologia romanza: “Proiettata nella preistoria e nell’età della metallurgia, questa distribuzione […] si lascia collegare alla cultura del Vaso Campaniforme, che nel quadro delle nuove teorie si lascia sicuramente interpretare come celtica. Questa cultura viene chiamata così appunto per un vaso caratteristico, che potrebbe essere proprio quello chiamato *parium, ed è inoltre caratterizzata dalla sua grande capacità espansiva, dal suo prestigio, nonché dalla sua abilità nella metallurgia e in altre attività innovatrici tipiche dell’epoca”.

Laureato in linguistica generale, collabora come redattore editoriale con diverse case editrici torinesi e nazionali. Si interessa di sintassi, germanistica e linguistica piemontese. Lettore bulimico e grafomane, spende restante tempo… leggi tutto
  

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