Tapinabò (RS 6)

Tapinabò o ciapinabò è il tubero per eccellenza consumato dai piemontesi nella bagna cauda o nella fonduta. Ma certo se ne può fare anche un semplice, delizioso antipasto tagliandolo a fettine sottili, irrorandolo poi di olio, sale e pepe; lo si può far bollito o trifolato. Meglio, come lo consumano gli iraniani sul Mar Caspio, se ripulito ben bene e mangiato con la buccia, perché lì, dicono, si concentrano le sue virtù diuretiche, digestive, depurative e coadiuvanti delle diete che curano il diabete. I tedeschi addirittura ne cavano un liquore che chiamano Topi.

Il nome scientifico scelto per il ciapinabò da Linneo fu Heliantus tuberosus: nome generico che altro non significa se non un tubero, dalla cui pianta il fiore (anthos) segue il sole (helios), comportamento tipico di molte specie che cade sotto il nome di eliotropismo.

In realtà, il topinambour, o per i piemontesi tapinabò, ciapinabò, ma anche tupinabò, topinabò, tapinambur, con Europa e Mar Caspio non c’entra nulla. Si tratta di un tubero giunto in Europa dal Nord America, ma con un nome sudamericano. Il pasticcio si creò quando il tubero venne presentato a Enrico II di Valois verso la metà del Cinquecento. Nei festeggiamenti che seguirono l’ingresso di Enrico II nella città di Rouen, vennero a lui presentate alcune novità provenienti dal Nuovo Mondo, senonché il tubero proveniente dal Nord America gli venne offerto nello stesso momento in cui gli furono presentati uomini del popolo Tupinambas, provenienti però dal Brasile. Così il tubero prese il nome di quella etnia per errore, equivoco del momento, che scambiò il nome del tubero per quello dell’etnia, e il nome rimase fino a oggi.

L’italiano, per converso tagliò corto e lo chiamò con nomi che fanno vagamente riferimento al suo gusto o alla sua provenienza: rapa tedesca, carciofo di Gerusalemme, girasole del Canada.

Massimo Bonato

Laureato in linguistica generale, collabora come redattore editoriale con diverse case editrici torinesi e nazionali. Si interessa di sintassi, germanistica e linguistica piemontese. Lettore bulimico e grafomane, spende restante tempo… leggi tutto
  

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