Il bel volume rosso Condividere, curato da Paola Gribaudo, raduna brevi testi, disegni, fotografie e riflessioni controcorrente di novantadue autori, durante il primo confinamento del 2020. Nella copertina un Logogrifo (1967) dell’artista torinese Ezio Gribaudo, padre di Paola.
Il 2020 è stato un anno pandemico, gravato da dolore e malattia. Ci sono momenti nella storia, anche quella più recente, che hanno segnato un prima e un dopo: la caduta del Muro di Berlino nel 1989, gli attentati dell’11 settembre 2001, la crisi finanziaria del 2008, gli attentati a Parigi del 13 novembre 2015. Nel 2020 un virus, che non conosce confini, ha ridisegnato i tempi della nostra vita, la società, l’economia. In quell'anno, da Torino a New York, abbiamo provato una strana pace, il ritorno del cinguettio dei passeri all’aurora, e l’angoscia: quella del silenzio squarciato all’improvviso dalle sirene di ambulanze. Gli artisti, e con loro un manipolo di intellettuali, hanno cercato di capirla, di superarla e di non sprecarla, affinché il mondo possa diventare migliore rispetto a prima, perché creare bellezza è opporsi alla mostruosità sociale e alla infermità umana.
Condividere è un’opera corale (con i contributi provenienti dalla Russia alla Francia, dal Brasile agli Stati Uniti), resa magica dal conduttore d’orchestra, Paola Gribaudo, presidente dell’Accademia Albertina e curatrice fino ad oggi di più di 1.000 volumi, tra arte contemporanea, architettura e fotografia. Condividere è stato il primo libro di questo genere a uscire (lo scorso luglio). Subito “imitato”: nel 2021 non si contano le antologie dedicate al tema del confinamento, declinate dai giornali locali sui “personaggi” di una particolare zona, dagli editori sui nuovi stili di vita dei propri scrittori. Altro primato di Condividere è quello di essere stampato in Stone Paper, materiale ottenuto da polvere di pietra che non necessita dell’abbattimento di alberi.
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