La Sampierdarena, prima locomotiva a vapore costruita nel regno di Sardegna e di progettazione interamente italiana, uscì dalle officine dell’Ansaldo nel 1854.

Al centro della rete sociale: Fortunato Prandi di Camerana

Un PR del diciannovesimo secolo

Davide Mana
Davide Mana

Laureato in Paleontologia e dottore di ricerca in Geologia, in passato è stato insegnante, ricercatore, conferenziere, venditore di auto usate, interprete, spaventapasseri, riparatore di biciclette. Da alcuni anni lavora come autore, divulgatore, traduttore e creatore di giochi.

Nell’epoca dei social network, l’esperto di comunicazione e marketing Seth Godin ha popolarizzato il concetto di social hub, inteso come un individuo che, stando al centro di una rete di contatti personali, facilita lo scambio di idee fra i membri del suo circolo di conoscenze. Una persona quindi che contribuisce allo sviluppo ed alla divulgazione di nuove idee non in funzione di ciò che fa, ma in funzione di chi conosce.

Ma non si tratta di un ruolo nato con la rete. Considerate, ad esempio, il diciannovesimo secolo, e il cuneese Fortunato Prandi.

Questo articolo, con ulteriori approfondimenti, è presente anche nel primo numero uscito su carta di Rivista Savej. Il numero è ancora disponibile: richiedilo!

 

Da Camerana a Londra

Moti del 1821 in San Salvario a Torino, litografia da disegno di Masutti.
Moti del 1821 in San Salvario a Torino, litografia da disegno di Masutti.

Fortunato Prandi nacque a Camerana, in provincia di Cuneo, nel 1799. Era figlio di un notaio, e a diciassette anni si arruolò nell’esercito del Regno di Sardegna, entrando a far parte della guardia del corpo reale. Servì nelle forza armate sabaude fino al 1820, quando per motivi familiari venne congedato, per concessione di Vittorio Emanuele I, col grado di sottotenente. Prandi passò quindi alle poste.

Poi, nel 1821, a Torino scoppiarono dei moti rivoluzionari, e Prandi si aggregò a coloro che richiedevano una costituzione simile a quella promulgata a Cadice, che gli riconobbero il grado di tenente. La rivolta venne soppressa e Prandi, che si era dato alla macchia, venne condannato a morte in contumacia, e tutti i suoi beni vennero confiscati dalla corona.

Per alcuni anni, Prandi vagò per l’Europa, spesso sotto falso nome. Fu prima in Francia, poi in Spagna dove come capitano si schierò nuovamente con i costituzionalisti, poi ancora in Francia e infine in Inghilterra.

Prandi arrivò a Londra nel 1824. Per sbarcare il lunario si mise sul mercato come insegnante di italiano per le famiglie della upper class, e questo gli permise non solo di sopravvivere e prosperare nella capitale inglese, ma lo mise in contatto con una quantità di personaggi della scena politica e culturale inglese. John Stuart Mill fu fra i suoi contatti.

Buckingham Palace, Londra, 1837.
Buckingham Palace, Londra, 1837.
“Il est de mon devoir de vous dire que sous ce rapport M. Prandi rend de vrais services à notre pays, qu’il travaille avec beaucoup d’activité, et emploie à cette noble fin les amis qu’il possède en grand nombre dans toutes les classes de la société et spécialement parmi les hommes politiques”.
Lettera di Stefano Gallina a Massimo D’Azeglio, 11 giugno 1849

Intanto, Prandi svolse anche il lavoro di traduttore e di giornalista, inserendosi perfettamente nel contesto britannico. Aiutò spesso Ugo Foscolo, che si trovava come lui in esilio in Inghilterra, ed era cronicamente a corto di fondi, a pubblicare articoli su riviste inglesi, e lo mise in contatto con Henry Southern, direttore e proprietario del London Magazine e della Retrospective Review.

Copertina del
Copertina del "London Magazine".

Prandi fu corrispondente di Giuseppe Mazzini, che si avvalse del suo supporto per pubblicare articoli politici in lingua inglese.

Prandi fornì anche aiuti economici a Mazzini in più occasioni, e Mazzini lo avrebbe voluto, nel 1834, come rappresentante della Giovine Italia in Gran Bretagna. Un uomo con i contatti e le amicizie del giovane cuneese avrebbe potuto giovare notevolmente alla causa mazziniana, ma Prandi restava un fautore della monarchia costituzionale, e le posizioni repubblicane di Mazzini gli risultavano indigeste. Rifiutò quindi l’incarico, e successivamente le divergenze politiche divennero tali che i rapporti con Mazzini si interruppero del tutto.

Un pericoloso dissidente

Nel 1839 il padre di Fortunato rivolse una supplica al sovrano: la pena di morte venne commutata in esilio, e a Prandi venne concessa una licenza speciale per poter rientrare brevemente in patria. Nel 1840 Prandi tornò perciò a Torino in compagnia di Charles Babbage, l’inventore, matematico e filosofo inglese che era stato invitato a dare dimostrazioni alla comunità scientifica del suo famoso calcolatore meccanico, la Macchina Differenziale. Prandi doveva fare da guida e da interprete a Babbage, ma era ancora considerato un pericoloso dissidente con frequentazioni assai sospette (Mazzini, ad esempio), e le autorità temevano che potesse approfittare della visita per riprendere contatto con forze ostili alla corona.

Bandiera della Giovine Italia creata nel 1831 a Marsiglia.
Bandiera della Giovine Italia creata nel 1831 a Marsiglia.

Il risultato è che Prandi e Babbage vennero pedinati e spiati dalla polizia segreta, e il resoconto delle loro attività a Torino e nei domini dei Savoia è al contempo un prezioso documento storico e una lettura che spesso vira nei territori della commedia involontaria: il comandante in capo della polizia, D. Panargia, si dimostra nei suoi rapporti al ministro degli interni quasi la perfetta caricatura del tutore della legge sospettoso a priori, che poco si cura della “presunta invenzione” di quello che chiama “l’inglese Babbage”, e vede cospirazioni ovunque.

Alle 5 pomeridiane, Prandi, insieme con suo fratello, con l’inglese Babbage e col prete precedentemente menzionato, hanno preso una carrozza e si sono recati a cena dal Conte Balbo, nella sua tenuta di Rubatto di fronte al Valentino, e sono tornati a casa alle 9 pomeridiane.
A questo punto non posso continuare a tacere: è stato più volte sottolineato che il conte Benevello è connesso con persone politicamente sospette.
Erano in 18 presenti alla cena del Conte Balbo, e si potrebbe far notare che quasi tutti parlavano inglese, forse allo scopo di non far comprendere la conversazione ai servitori.

…o forse solo perché Babbage parlava solo inglese, chissà.

E che dire delle visite a diverse località di Piemonte e Liguria, con Prandi e Babbage scarrozzati in treno e diligenza?
Inoltre, poiché Prandi, come è dato presumere, è estremamente a corto di fondi, non pare credibile che avrebbe potuto permettersi certi lunghi viaggi, o una così lunga permanenza in questa città (partecipando per di più a così tanti pranzi e cene, ed occasioni sociali) se non avesse ricevuto qualche genere di supporto, possibilmente fornito dalla fazione nemica della Propaganda Rivoluzionaria.

Già, come faceva Prandi a potersi permettere di andare a cena a casa d’altri? Non poteva che essere un complotto.

In realtà è noto che il viaggio era stato finanziato da Babbage e dall’Accademia delle Scienze sabauda, e se davvero Prandi approfittò della trasferta per tramare contro la corona, di tali trame se ne fece ben poco.

Scienza, cultura, politica

Ciò che invece sortì di sicuro la trasferta di Prandi fu di consolidare la sua posizione di mediatore fra intellettuali e scienziati inglesi ed italiani. Nel 1841 gli venne concesso di tornare ancora una volta in Italia, in quest’occasione per presentare alle autorità piemontesi una nuova macchina per la compattazione e l’ottimizzazione della resa della torba. Stava intanto prendendo forma l’idea di tornare in Italia e di avviare un’attività in qualche modo legata alle nuove tecnologie del tempo.

Poi, nel 1842, il costituzionalista Prandi ottenne l’indulto: il vento politico stava cambiando, e l’idea di una costituzione non pareva così aliena ai Savoia. Ma Prandi rimase per il momento in Gran Bretagna, dove proseguì con la sua opera di mediatore culturale, traducendo in inglese testi politici di autori come Alexandre Andryane (Mémoires d’un prisonnier d’État au Spielberg) e Massimo d’Azeglio, del quale i lavori uscivano, grazie a Prandi, quasi in contemporanea in Italia ed in Inghilterra. Prandi tradusse anche le memorie del missionario Matteo Ripa, (Memoirs of father Ripa, during thirteen years’ residence at the court of Peking in the service of the emperor of China) e nel 1847, tradusse per il pubblico anglosassone il trattato politico di Cesare Cantù sulla Riforma, con il titolo inglese The Reformation in Europe.

Treni e piroscafi

Il porto e la lanterna di Genova in una litografia di Alfred Guesdon di metà Ottocento; in basso la strada diretta a Sampierdarena.
Il porto e la lanterna di Genova in una litografia di Alfred Guesdon di metà Ottocento; in basso la strada diretta a Sampierdarena.

Il 4 marzo 1848, Carlo Alberto concesse quello che ancora oggi è conosciuto come lo Statuto Albertino, e il Regno di Sardegna divenne una monarchia costituzionale. Fortunato Prandi non era più, a questo punto, un nemico dello Stato, visto che lo Stato aveva assunto la forma per la quale il cuneese si era battuto nel 1821, ed era stato condannato a morte.

Prandi tornò quindi in Italia, e dopo un breve passaggio in parlamento come rappresentante del collegio elettorale di Ceva, avviò un’azienda che avrebbe dovuto sviluppare componenti per le nascenti ferrovie sabaude. Ottenuto un supporto finanziario statale, Prandi, in società con l’inglese Philip Taylor, fondò una società in quel di Genova, la Taylor & Prandi, per la produzione di materiale rotabile.

L’azienda avrebbe dovuto non solo fornire il materiale per l’ampliamento della rete ferroviaria del Regno di Sardegna, ma anche occuparsi di riparazioni e di sviluppo di nuove motrici a vapore e piroscafi. Prandi contava sui suoi contatti in Gran Bretagna e sulle competenze tecniche del socio Taylor, ma la faccenda prese ben presto una pessima piega.

Pubblicità Ansaldo, 1918.
Pubblicità Ansaldo, 1918.

In parte, certamente, i problemi sorsero per l’incompatibilità di carattere tra l’ingegnere inglese e il letterato italiano. Ma in effetti i soldi promessi da casa Savoia arrivarono tardi, e solo in parte. Gli investimenti fatti da Prandi e Taylor per avviare l’azienda rimasero scoperti, la qualità dei prodotti si dimostrò scarsa, e nel 1850 l’inglese si sganciò dall’intera operazione trasferendosi a Marsiglia.

Prandi, gravato da cause legali e disilluso, vendette l’intera struttura a quattro investitori genovesi, Giovanni Ansaldo, Raffaele Rubattino, Giacomo Filippo Penco e Carlo Bombrini. La cessione della Taylor & Prandi venne mediata dall’allora ministro delle finanze, Camillo Benso, Conte di Cavour. L’azienda cambiò nome e divenne la Gio. Ansaldo & C. Officine, che in pochi anni, con oltre 10.000 dipendenti, arrivò a monopolizzare il mercato ferroviario italiano, per poi espandersi in ambiti diversi quali le costruzioni navali e gli armamenti.

Ormai anziano, Fortunato Prandi, un uomo che aveva ottenuto di più facilitando l’opera di altri che non mettendo in piedi una propria attività, si ritirò nel cuneese, a Sale delle Langhe, dove morì il 16 ottobre 1868.

※ ※ ※

Bibliografia

  • AA. VV., Storia dell’Ansaldo. Vol. 1: le Origini (1853–1882), Bari, Laterza, 1994.
  • Bistarelli A., Gli esuli del Risorgimento, Bologna, Il Mulino, 2011.
  • Bruni D. M. (a cura di), Potere e circolazione delle idee. Stampa, accademie e censura nel Risorgimento italiano, Milano, Franco Angeli, 2007.
  • Ferro A., F. P. di Camerana e Sale Langhe rivoluzionario ed esule del 1821. Sue relazioni a Londra con Ugo Foscolo e Giuseppe Mazzini, in Bollettino della Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo, 59–63, 1969, pp. 149–153.
  • Virlogeux G. (a cura di), Epistolario di M. d’Azeglio (1819–1866), Torino, Centro Studi Piemontesi, V, 1992, pp. 116–117.
※ ※ ※

Già che sei qui…

Rivista Savej on line è un progetto della Fondazione Culturale Piemontese Enrico Eandi per la diffusione della cultura e della storia piemontesi.

Se anche tu sei interessato al Piemonte e ai Piemontesi, ti suggeriamo di registrarti per poter accedere a tutti i contenuti di questo sito. La registrazione è gratuita, e ti chiediamo solo un indirizzo di posta elettronica.

Vogliamo costruire una comunità di lettori di Rivista Savej, e l’e-mail è un buon mezzo per tenerci in contatto. Non ti preoccupare: non ne abuseremo nè la cederemo a terzi.

Registrati

Sei già registrato? Accedi!

Rivista Savej è un progetto di Edizioni Savej, casa editrice della Fondazione Enrico Eandi.
Pubblicazione registrata al tribunale di Torino.
Direttore responsabile: Lidia Brero Eandi.


Normativa Privacy