I 300 anni della pittura ad ago

La raffinata arte piemontese del ricamo Bandera

Nell'immagine: Dettaglio di tovaglia ricamata a punto pittura con filo su tessuto di lino.
Nata a Moretta, socia fondatrice dell’UNITRE di Moretta e attualmente vicepresidente. Curatrice di una raccolta di poesie in lingua piemontese, coautrice del libro di ricerca storica Moretta. 120 anni di… leggi tutto
  

Dalle ricerche storiche finora compiute non sono emerse certezze sulla nascita del ricamo Bandera. Qualche studioso afferma che questa moda fu importata dall'Asia Minore, grazie agli scambi commerciali con Genova, la Francia e il Piemonte. Questo spiegherebbe il motivo per cui la zona di diffusione di questo ricamo è limitata alla Francia e al Piemonte centro-occidentale, in particolare nelle città di Torino, Cuneo, Asti, Chieri, Santena, Fossano, Bricherasio, Saluzzo e Racconigi.

"Vaso di fiori" con dettaglio. Ricamo Bandera (con filo di lana su tessuto Bandera).

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Le origini

Nel Seicento e Settecento il Centro Europa è teatro di scontri spaventosi fra eserciti numerosi che spesso si danno battaglia nei territori italiani. Il Piemonte fa più volte le spese del passaggio di legioni e milizie che predano e distruggono le coltivazioni. Sono anni di difficoltà finanziaria e i nobili devono rinunciare allo sfarzo e ai lussi nell'arredamento delle loro dimore.

Nonostante la difficile congiuntura economica, a partire dal 1675, con la reggenza della seconda madama reale Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, vedova del duca Carlo Emanuele II, Torino vive un periodo di intensa attività artistica e culturale. Maria Giovanna Battista tra il 1677 e il 1678 fonda ben tre accademie: una cavalleresca, una letteraria e l’Accademia di Pittura e Scultura che nel 1800 diventerà l’attuale Accademia Albertina. Le ultime due promuovono il mecenatismo artistico e la conoscenza delle lingue italiana e francese grazie a periodici incontri fra nobili italiani e forestieri di passaggio a Torino.

I salotti delle case nobiliari diventano presto cenacoli e sedi di incontro tra uomini di lettere e artisti. Occorre pertanto dare nuova vita agli arredi e agli ambienti. A Chieri, si produce una tela detta Bandera robusta ed economica, perfetta per fare le usse, ovvero le coperture per i sofà, le poltrone, i cadregoni (poltrone con i braccioli in legno), i taboretti (sgabelli poggiapiedi) e le testate dei letti, i cui broccati e sete sono logori e consunti.

"Cadregone" rivestito (ricamo con filo di lana su tessuto Bandera) e particolari di "Cadregoni".

Le usse, inizialmente decorate con bordure applicate rosse e blu (i colori dei Savoia), diventano via via più preziose, grazie ai ricami gioiosi che si ispirano ai quadri, ai dipinti, alle decorazioni a fregio e volute di cui è ricco lo stile imperante: il barocco. La tela viene ricamata a punto catenella con fili di lana sottile ritorta nei toni del blu Savoia, poi dei bordeaux e, in seguito, anche nelle nuance del giallo oro, rosa, verde.

Il periodo di massimo splendore del ricamo Bandera è il Settecento. Lo stile dell’arte si evolve, il barocco diventa rococò e il ricamo si completa di fiori, frutti, farfalle, uccelli, personaggi e scene mitologiche eseguiti a punto lanciato, punto risparmiato, punto piatto e punto raso – detto anche punto pittura – per le sfumature ottenute con la combinazione delle nuance utilizzate e l’altissima precisione nell’esecuzione dei punti, rendendo l’effetto pittorico nel risultato finale.

Ogni disegno è unico, predisposto esclusivamente e in totale armonia con l'arredo per il quale viene utilizzato. Lo stile del mobilio, fregi, fiori e volute, vengono ripresi e inseriti nel disegno integrandosi perfettamente e rendendo armonico l'insieme. Ed ogni ricamatrice può vantare l'esclusiva del suo personalissimo disegno.

"Tovaglia con anemoni", ricamo a punto pittura con filo su tessuto di lino.

La Real Scuola di Ricamo

Nel XIX secolo il ricamo Bandera continua a diffondersi nell’aristocrazia torinese e, a cavallo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, si aprono scuole e laboratori. Nel 1932 su iniziativa della regina Maria Josè di Savoia, sotto la direzione delle contesse Igia e Alina Alliaga dei conti di Ricaldone, apre a Racconigi la Real Scuola di Ricamo. Le finalità della scuola sono quelle di sopperire alla disoccupazione femminile e, al tempo stesso, insegnare alle giovani donne un'arte preziosa. Merito della scuola è quello di tenere viva la tradizione del vero Bandera, realizzato con filo di lana speciale e finissimo, importato appositamente dalla Francia.

Il ricamo Bandera è definito tale quando è eseguito su tela Bandera con fili di lana fine di produzione francese. Ciò che rende unico il ricamo Bandera, detto anche pittura ad ago, è l’utilizzo dei vari punti come il punto catenella e il punto erba, eseguiti in file ravvicinate e colori sfumati per rappresentare nastri e volute; il punto Racconigi per dare riempimento e la rete Racconigi per creare leggerezza e trasparenza; il punto raso eseguito con fili in gradazione di colore per dare l’effetto pittorico e il punto nodi per i piccoli particolari. Altra caratteristica è l’uso di contrastanti colori come effetto di luce e ombra per dare profondità e tridimensionalità al soggetto rappresentato. Il disegno sottostante viene riprodotto con cura e attenzione ai dettagli per esaltare il movimento e l’intreccio.

"Tovaglia con natura morta", ricamo a punto pittura con filo su tessuto di lino, con particolare.

La bravura della ricamatrice si manifesta nel risultato finale, quando, rimirando i soggetti si ha l’immediata sensazione di essere di fronte a un dipinto, dove il soggetto è in movimento, par di sentire un leggero alito, una brezza che muove un petalo o fa cadere una foglia. L’immagine rende leggerezza, si intuisce ciò che sta dietro, celato nell’ombra, e anche il più piccolo particolare acquista importanza nel rendere armonico il tutto.

L’arte del ricamo è considerata arte minore. Definizione riduttiva se non si conoscono in modo approfondito l’origine, lo sviluppo e l’evoluzione di un percorso artistico che rappresenta il connubio tra manualità, creatività, precisione, professionalità e grande passione. Stupore e meraviglia sono le emozioni che emergono di fronte a questi ricami.

Particolare di tovagliolo.
Particolare di tovagliolo.

Franca, ricamatrice da sempre

Nel 1931, a Racconigi, in una casa posta accanto alle mura del Castello nasce Franca Ramasso. All’età di 11 anni comincia a frequentare il laboratorio di ricamo della Real Scuola di Racconigi dimostrando da subito eccellente manualità nell’apprendimento della tecnica. Nel 1955, con altre 3 ricamatrici, assiste al matrimonio di S.A.R. Maria Pia di Savoia con Alessandro di Jugoslavia a Cascais (Portogallo), in rappresentanza della Real Scuola, portando in dono il corredo nuziale ricamato da lei e dalle sue compagne.

Nel 1961 Franca lascia la scuola di Racconigi (che chiuderà definitivamente nel 1965) per trasferirsi a Moretta (Cuneo) dove convola a nozze con Romano Galletto, pittore e scultore e continua a ricamare, fino ai giorni nostri, insegnando e diffondendo l’arte del ricamo Bandera, sua grande passione, sempre accompagnata dal marito, che ancora oggi prepara i disegni per lei e per le altre ricamatrici.

In 80 anni di ricamo, Franca ha affinato enormemente la tecnica, trasformando i disegni preparatori del marito Romano in vere e proprie opere d’arte. Ogni fiore, ogni foglia, ogni voluta è al posto giusto, ora leggera e delicata, ora decisa e forte in un continuo e costante armonico movimento alla ricerca della perfezione. Con i suoi ricami, la signora Franca ha sperimentato l’applicazione del punto pittura su ogni tipo di tessuto: dal cotone al lino, dalla seta al raso, ricamando tovagliati, abiti femminili, copri-altari e paramenti sacri, labari per le associazioni morettesi e infine anche quadri e arazzi.

Foto della Signora Franca Ramasso Galletto con allieve nella prima sede dell'Unitre di Moretta.
Foto della Signora Franca Ramasso Galletto con allieve nella prima sede dell'Unitre di Moretta.

Le ore erano piacevoli, il mio soggiorno si riempiva di voci, di risa, di suoni e l'animo si riempiva di gioia a mano a mano che il telaio restituiva agli occhi il disegno ricamato.

Diffondere l’eccellenza per preservarla

L’Unitre di Moretta (Università della terza età e delle tre età) da moltissimi anni propone, con la docenza della signora Franca Ramasso, corsi di ricamo Bandera affinché questa preziosa e straordinaria arte ricamatoria piemontese non vada persa. Ancora oggi questo genere di ricamo si esegue, come un tempo, con fili di lana fine di produzione francese su tela Bandera prodotta a Chieri. L’unicità dei disegni, predisposti dal signor Romano, consente alle ricamatrici di eseguire un lavoro di alta artigianalità ove non c’è replica o duplicazione. Ogni lavoro diventa un capolavoro unico, orgoglio di chi lo realizza.

Recentemente, con la pubblicazione del libro Sfumature d’artista. Franca Ramasso Galletto: la pittura ad ago e il ricamo Bandera (edizioni Clavilux) e l’organizzazione di una mostra, ove sono stati esposti numerosi ricami eseguiti dalla signora Franca e dalle sue allieve, come copriletti, tovaglie, tende, usse per cadregoni, poltrone e poggiapiedi, cuscini, quadri e un arazzo, l’Unitre si è resa promotrice della diffusione del ricamo Bandera lanciando una sfida alle nuove generazioni.

Cuscini con ricamo Bandera. Allieva del corso Unitre di Moretta.
Cuscini con ricamo Bandera. Allieva del corso Unitre di Moretta.

Valorizzare le eccellenze di Moretta rappresenta per l’Unitre il valore aggiunto, l'elemento identificativo di una comunità e di un territorio, la cui conoscenza salvaguarda tradizioni e costumi in una dimensione anche contemporanea. Apprendere l’arte del ricamo Bandera, oltre che come valore storico in quanto conserva la memoria di una tecnica antica piemontese, ha molteplici altre valenze, come il coordinamento oculo-manuale, il potenziamento o il mantenimento di manualità fine, l’acquisizione di gradevoli accostamenti cromatici, la capacità di ricamare con sfumature di toni dando tridimensionalità agli elementi del ricamo.

La speranza per il prossimo futuro è la conoscenza e diffusione di questa raffinata arte, tipica piemontese, come forma di bellezza che, lasciato l’oblio degli antichi salotti, può uscire allo scoperto e presentarsi magicamente "dipinta ad ago" su un oggetto di uso comune o su un capo di abbigliamento. Nei recenti corsi di ricamo Bandera, sono state realizzate borse, sporte, pochette, porta-occhiali e porta-cellulari, collane, zainetti e altri oggetti moderni, unici ed eleganti, che danno un tocco di classe e raffinatezza alla donna che li indossa e che si fa testimone di una eleganza tipica italiana, senza tempo e senza età.

// Si ringrazia la signora Franca Lanza per la collaborazione nella stesura dell’articolo, Vittorio Olivari per gli splendidi scatti e Luca Bonato della casa editrice Clavilux di Moretta per la gentile concessione di testi e immagini. //

Bibliografia
  • Goglino M., La pittura ad ago in Piemonte. Il "Bandera", Milano, Ananke, 2002.
  • La Reale Scuola di Ricamo, in Corriere di Savigliano, 13 febbraio 2014, p. 26.
  • Tamagno Gazzola G., Il mio Bandera, Pino Torinese, Il Quadrifoglio, 2008.
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